














Gli italiani che navigano in Internet almeno una volta al mese sono circa 28 milioni (16% in più rispetto un anno fa). È connesso alla rete circa il 70% della popolazione tra i 6 e i 45 anni ed il 44% tra i 44 e i 64 anni. La fascia degli over 65 ha registrato un incremento del 40% del numero di internauti tra il 2009 e il 2010.
Il divario tra chi ha e chi non ha accesso alla rete andrà auspicabilmente a chiudersi nel prossimo futuro. In media gli italiani trascorrono online un’ora e 35 minuti al giorno, il 21% di questo tempo è dedicato ai social network. Si stimano 4 miliardi di interrogazioni al mese in italiano, ovvero quasi 5 al giorno per ogni utente. Le imprese in Italia dovrebbero aver compreso le potenzialità offerte da internet per valorizzare il proprio vantaggio competitivo e fare adeguata propaganda attraverso il web. Le PMI che investono nel web fatturano il 10% in più.
Questo è il risultato di una ricerca del Global Institute di McKinsey su 4.800 PMI di 13 Paesi, di cui 415 italiane.
Indipendentemente dal settore economico in cui operano, infatti, le imprese presenti sul web fatturano ed esportano di più, con una crescita addirittura doppia rispetto a chi ha una presenza scarsa, o una completa assenza, online. Secondo questa indagine le imprese che vendono in Internet e investono oltre il 2% del proprio fatturato annuo nelle tecnologie digitali, inoltre, sono caratterizzate da un tasso di crescita di circa il 10% in più rispetto alle altre. Le imprese che si affidano a Internet registrano poi un incremento di circa il 3% in più sulla media dei ricavi delle esportazioni in confronto a chi non lo fa. L’aumento di produttività stimolerebbe il fatturato, abbasserebbe il costo del venduto e ridurrebbe le spese amministrative, con un conseguente aumento della redditività.